Emergenza climatica e logistica: le proposte di ANIT Federtraslochi per la tutela dei lavoratori

An aerial view shot of a road surrounded by greenery and clouds

L’intensificarsi delle ondate di calore sta ponendo nuove sfide al settore della logistica, dei trasporti e dei traslochi. Le elevate temperature incidono direttamente sulle condizioni di lavoro degli operatori, rendendo necessario individuare soluzioni concrete che garantiscano la tutela della salute e della sicurezza, senza compromettere la continuità dei servizi.

In queste settimane sono in corso confronti tra le organizzazioni sindacali e le rappresentanze territoriali sul tema dell’emergenza climatica. È emersa con chiarezza l’esigenza, da parte delle organizzazioni dei lavoratori, di dare un segnale concreto alla propria base rispetto a un problema che coinvolge quotidianamente migliaia di addetti. Si tratta di una richiesta che non può essere ignorata, soprattutto considerando il ruolo fondamentale svolto dagli autisti e dagli operatori della logistica all’interno della filiera.

ANIT Federtraslochi ritiene che questo momento rappresenti l’occasione per avviare un percorso di collaborazione tra associazioni datoriali, organizzazioni sindacali, imprese committenti e istituzioni, con l’obiettivo di individuare interventi realmente efficaci e sostenibili.

Mezzi pesanti: garantire condizioni di attesa dignitose

Una delle principali criticità riguarda i conducenti dei mezzi pesanti, spesso costretti a sostare per lunghi periodi davanti agli stabilimenti durante le operazioni di carico e scarico.

La recente modifica del Codice della Strada, con l’articolo 157, comma 7-bis, prevede sanzioni comprese tra 233 e 444 euro per chi mantiene acceso il motore del camion durante la sosta. Una disposizione che, pur rispondendo a esigenze ambientali, impedisce nella maggior parte dei casi l’utilizzo dell’aria condizionata proprio nei momenti di maggiore esposizione al caldo.

Le soluzioni tecnologiche alternative, come i sistemi di climatizzazione autonoma alimentati dalle batterie del veicolo (ad esempio i sistemi VIESA), comportano investimenti di circa 3.000 euro per camion e determinano un maggiore deterioramento delle batterie, con costi aggiuntivi per le imprese.

L’emergenza climatica non può quindi essere affrontata semplicemente trasferendo gli oneri economici sulle aziende o sui lavoratori.

Per questo ANIT Federtraslochi propone di avviare un’azione condivisa con le organizzazioni sindacali del settore trasporti e con le rappresentanze sindacali presenti negli stabilimenti, affinché le aziende committenti mettano a disposizione degli autisti:

  • servizi igienici adeguati;
  • aree di attesa protette e possibilmente climatizzate;
  • spazi di accoglienza dignitosi durante le soste obbligate per le operazioni di carico e scarico.

Si tratta di interventi concreti, immediatamente attuabili e capaci di migliorare sensibilmente le condizioni di lavoro dei conducenti.

Ultimo miglio e traslochi: ripensare gli orari di lavoro

Una situazione altrettanto delicata riguarda gli operatori impegnati nelle consegne dell’ultimo miglio e nelle attività di trasloco.

In queste lavorazioni la climatizzazione del veicolo offre un beneficio limitato, poiché gran parte dell’attività si svolge all’esterno, durante le operazioni di movimentazione dei beni, spesso nelle ore più calde della giornata. Allo stesso tempo, il periodo estivo rappresenta quello di maggiore richiesta di servizi e non è quindi ipotizzabile una riduzione delle attività.

La soluzione più efficace consiste nel favorire, ove possibile, lo svolgimento delle consegne e dei traslochi nelle ore serali o notturne.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario promuovere, insieme alle organizzazioni sindacali, un confronto con gli enti locali affinché vengano adottati provvedimenti che consentano alle imprese di operare anche in fasce orarie diverse da quelle tradizionali.

Proprio in questi giorni, tuttavia, si apprende che uno dei Municipi di Roma starebbe valutando ulteriori limitazioni all’accesso dei veicoli commerciali. Misure di questo tipo rischiano di andare nella direzione opposta rispetto alle esigenze di tutela dei lavoratori, perché limitano la possibilità di spostare le attività nelle ore meno calde della giornata e impediscono alle imprese di organizzare il lavoro in modo più sicuro.

Un impegno condiviso per la sicurezza

La tutela della salute degli operatori della logistica deve rappresentare una responsabilità condivisa tra imprese, committenti, organizzazioni sindacali e istituzioni.

ANIT Federtraslochi ritiene che il dialogo avviato sul tema dell’emergenza climatica possa tradursi in un patto di collaborazione capace di coniugare sostenibilità ambientale, sicurezza sul lavoro ed efficienza dei servizi.

Solo attraverso interventi concreti, condivisi e coordinati sarà possibile affrontare le nuove sfide poste dal cambiamento climatico, garantendo condizioni di lavoro dignitose a chi, ogni giorno, assicura il funzionamento della logistica e dei servizi di trasloco nel nostro Paese.

 

Claudio Fraronti

Commissione Sicurezza del CCNL – ANIT Federtraslochi